La musica preziosa di Johann Christian il «Bach milanese»

12 giugno 2001 – Fonte sconosciuta

Un ciclo con «Catone in Utica» La musica preziosa di Johann Christian il «Bach milanese» MILANO – «Per Christl non ho preoccupazioni, la sua stupidità gli procurerà il successo»: questo duro giudizio, attribuito al padre ma più probabilmente formulat o dal fratellastro Friedemann, coglie, sia pure nella discutibile connotazione critica, la peculiarità stilistica di Johann Christian Bach, ultimo figlio maschio del sommo Johann Sebastian. Christian fu anzi assai scaltro nel perseguire le proprie in clinazioni e nel divenire il più conosciuto dei membri della famiglia. Forse proprio perché, tra i figli del Kantor di Lipsia fu quello che meno potè assorbire la drastica disciplina morale del padre, tale da indurre a considerare appunto «stupida» o gni forma d’ apertura alle «lusinghe del mondo». Fatto sta che il giovane rampollo, dapprima a Berlino sotto la tutela dal fratellastro Philipp Emanuel, trovò il modo di trasferirsi là dove il genere operistico consumava i più gloriosi fasti, ché a q uello aspirava. Si accodò ad una cantante diretta in Italia e si stabilì a Milano dove il conte Litta prese a benvolerlo. Il compositore lo ricambiò con un ricco catalogo di musica sacra, anche perché il mecenate voleva assicurargli un futuro come or ganista del Duomo. Italianizzati nome e religione e ottenuto il prestigioso incarico, Giovanni Cristiano tuttavia preferì intrecciare buoni rapporti con il mondo operistico che onorare l’ impegno, tanto da riuscire a farsi commissionare un titolo su libretto di Metastasio dal Regio di Torino. Non fu un successo duraturo ma gli valse la pronta richiesta di un ulteriore cimento metastasiano per la mecca dei teatri d’ opera, il San Carlo di Napoli, dove nel 1761 fu «battezzata» Catone in Utica, ope ra di tale successo da proiettare la fama del «Bach milanese» a Londra e in ogni dove. Curata dal direttore Arnold Bosman e dall’ Ensemble Musica Rara, la prima esecuzione moderna di Catone in Utica (stasera alle 20 in Conservatorio, in forma di conc erto) apre una «tre giorni» milanese dedicata a Giovanni Cristiano. Alle 10 di domani vi sarà un convegno sul compositore presso San Maurizio al quale partecipa il curatore dell’ opera omnia Ernest Warburton, mentre giovedì in San Satiro, sempre alle 20, gli stessi interpreti eseguono la Messa e i Vespri per la Festa di San Giovanni Nepomuceno, che l’ «amatissimo Giovannino» compose a Milano nel 1758.

Enrico Girardi

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