“Concerti. Splendida serata per il ciclo “MUSICA RARA” – La bacchetta di Bosman scopre il Mozart milanese

“Corriere della Sera” 21 gennaio 1997

CONCERTI. SPLENDIDA SERATA PER IL CICLO ” MUSICA RARA ” – La bacchetta di Bosman scopre il Mozart milanese
Splendida serata per il ciclo “Musica Rara” La bacchetta di Bosman scopre il Mozart milanese Forse molti milanesi ignorano quel che un napoletano ha avuto poche sere fa la gioia di apprendere. Gioia dell’anima. Schiacciata nell’inferno di via Torino, una chiesa mostra, arretrata rispetto alla strada, una pudica facciata. Da via Falcone puoi contemplarne il retro, e la fabbrica basterebbe a far comprendere tutto. Ci saro’ passato decine di volte senza vedere. Un concerto mi ha condotto all’interno della basilica di Santa Maria presso San Satiro. Risalente almeno all’epoca carolingia, l’edificio e’ segnato dall’orma del Bramante. Una sua falsa prospettiva dietro l’altar maggiore ha tutta la strepitosita’ del genio ma da essa spira la tenerezza di chi a una chiesetta ha saputo dare il senso dell’ampio spazio. Un battistero minuscolo in pietra e cotto, con proporzioni che solo la piu’ alta delle musiche sa eguagliare, accoglie discreto a lato della navata destra. E’ forse il gioiello architettonico di Milano. Ivi s’e’ svolta una delle manifestazioni promosse da un sodalizio davvero benemerito che s’intitola Musica rara. Il turbine della vita esecutiva porta il cronista a perdersi perlopiu’ dietro ai mastodonti, cosi’ colpevolmente lasciandosi ogni volta dietro le terga avvenimenti piu’ gentili e, forse, piu’ degni. I concerti del ciclo di quest’anno, sostenuti da un mecenatismo di matrice piu’ privata che pubblica, meriterebbero di esser tutti seguiti; il prestigio e l’esperienza di Arnold Bosman, l’ancor giovane pianista e direttore d’orchestra che dell’associazione e’ responsabile artistico, garantiscono che all’interesse in astratto si aggiunga la qualita’ esecutiva. La serata musicale della scorsa settimana era incentrata sui rapporti di Mozart con Milano. Tutti sanno del viaggio del 1771 e delle composizioni importanti ch’egli vi scrisse. Ma tali rapporti hanno inizio molto prima, dal viaggio a Londra dell’ancor bambino. Dominava la vita musicale, morto Handel, Giovanni Cristiano, l’ultimo dei Bach, ancor detto quello “di Milano”. Accolse teneramente il prodigio. Il suo sigillo segna il miglior pezzo della serata, un vero incontro al vertice. Una delle sue Sonate per pianoforte del 1766 venne trasformata da Wolfgang in Concerto nel quale due parti di violino e il basso si uniscono alla tastiera. La genialita’ della elaborazione, che implica ampliamento della forma, non puo’ far dimenticare il valore dell’originale, che colpisce di primo acchito a onta della semplicita’, dovuta questa al suo esser stato scritto per dilettanti. Troppo spesso si dimentica essere Giovanni Cristiano uno dei grandi del suo secolo. Interprete un autentico virtuoso del clavicembalo, Filippo Ravizza. Egli ha presentato anche, scandendone velocissimamente la sinistra i “bassi albertini”, i fragili riccioli rococo’, impregnati d’un profumo anche napoletano, d’un altro Concerto clavicembalistico: esso si deve a una figlia della Milano colta di quegli stessi anni, Maria Teresa Agnesi Pinottini (1720 – 1795) ed e’ alla sua prima esecuzione moderna. Ancora il Mozart milanese del celeberrimo Mottetto a voce sola Exsultate, jubilate, ove il soprano Ilaria Torciani ha osteso la sua fresca eleganza e il suo dominio della coloratura; e quello della gia’ robusta e geniale Sinfonia in Fa maggiore K.112, accompagnata dalla deliziosamente acerba sorella londinese in Re maggiore K.19. Arnold Bosman e’ un vero direttore d’orchestra, non la semplice guida d’uno dei tanti piccoli complessi “specializzati”. Cio’ vuol dire che a una compagine di elementi freschi di Conservatorio egli ha l’autorevolezza per togliere abitudini scolastiche e vezzi gia’ inveterati. Con rapida concertazione, ottiene pulizia nei passaggi virtuosistici che i pezzi di Mozart richiedono agli archi. Perviene a una qualita’ di suono ispirata a un ideale di bellezza. Concepisce il fraseggio secondo logica musicale intrinseca. Con attitudine gia’ paterna soccorre l’Ensemble Musica Rara negli scogli ritmici, provvedendo alla precisione e all’omogeneita’ esecutiva. Possiede un gusto musicale eletto e, temo, anticonformista.

Paolo Isotta

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