Concerto di Canto

Sacrestia vecchia di San Marco – Piazza San Marco, 2 – Milano

“Concerto di Canto”

Ilia Aramayo Sandivari Mezzosoprano
Arnold Bosman Pianoforte
Emilio Eria Viola

Può sembrare inconsueto proporre due autori tedeschi, emblemi del repertorio ‘classico’, insieme a due autori spagnoli, così lontani per sensibilità, epoca e formazione. In realtà, le composizioni qui presentate non sono completamente distanti e unisce fra loro questi compositori proprio quell’elemento che, in apparenza, sembra dividerli: la musica popolare. Se quest’ultima, in effetti, costituisce l’impronta visibile delle composizioni di Granados e di de Falla, non sembra essere altrettanto determinante per i due ‘severi’ autori tedeschi. Ma sottile scorre la vena popolare anche qui, sull’onda di un Romanticismo che riscopre tutto questo fecondo patrimonio culturale, rivisitandolo e travestendolo di panni ‘seri’. O meglio, il Lied diventa, nell’Ottocento, musica ‘per’ il popolo, più che musica ‘del’ popolo, il Lied, addirittura, trae spunto dalla Riforma protestante e dal bisogno di creare per la comunità religiosa un vasto repertorio di melodie, spesso tratte dal repertorio popolare, che nel corso del tempo formeranno un ricco patrimonio di corali, di melodie di facile esecuzione e accessibili a tutti: una caratteristica che il Lied romantico, appunto, non ha trascurato. In questo modo proprio Lutero ha dato l’impulso allo sviluppo di un genere che è sì colto, perché affidato a compositori di professione, ma che rimane semplice e legato alle molteplici situazioni della vita quotidiana. E’ importante soffermarsi su Schumann, in questa breve presentazione, non solo per motivi cronologici, ma perché la sua opera costituisce un monumento imprescindibile della raffinata arte liederistica. Già prima di lui il Lied si era formato sotto la sapiente arte schubertiana, ma con Schumann il discorso si fa ancora più ricco e il rapporto voce strumento ancor più intenso. Per questo Schumann concepisce e raccoglie i suoi lieder in cicli, legati da sottili riferimenti musicali e letterali. Frauenliebe und leben (Amore e vita di donna), op. 42 – un omaggio alla moglie Giara – è l’unico ciclo ad avere un’unità poetica; comprende otto composizioni e fu scritto da Schumann su testi di Adalbert von Chamisso, un autore incline al sentimentalismo e alle atmosfere ‘larmoyant’: il ciclo ripercorre la vita sentimentale di una giovane donna, dalle prime confessioni d’amore al matrimonio, dalla nascita del figlio alla morte dell’amato. Ogni canzone (termine improprio per tradurre ‘Lied’) lascia trasparire un sottile lavoro sul canto e sull’accompagnamento: fra i due si crea un mirabile rapporto dialettico, fatto di anticipazioni, di risposte, nel quale il pianoforte assume un ruolo espressivo essenziale: valga per esempio il primo Lied “Seit ich ihn gesehen” (“Da quando l’ho veduto”), in cui le prime note esposte dallo strumento sono solo in apparenza una semplice introduzione per la voce: quei tre accordi iniziali ci accompagnano dolcemente nel clima della composizione e del testo, un clima intimamente affettuoso nel quale la donna sembra timidamente sussurrare l’estasi e lo stupore di un amore a prima vista. Quei tre accordi sono una sigla che si riproduce, attraverso sottili variazioni, nel corso di questo breve brano. Del resto, il carattere di brevità si addice al clima raccolto che caratterizza tutto il ciclo e, in generale, tutto il repertorio liederistico. Non per questo Schumann rinuncia alla varietà di sfumature sentimentali: così, accanto ad atmosfere delicatamente liriche, troviamo la perentoria declamazione di Er, der herrlichste von allen (“Lui, il più’ bello di tutti”) o la penetrante attenzione a cogliere ogni sfumatura del testo che si traduce, in Ich kann nicht ‘sfassen, in rapidi e frequenti cambi di tempo.
Il grande magistero raggiunto da Schumann in questo genere spiana la strada alle generazioni successive, quelle di Brahms, di Mahler, di Wolf, le quali arricchiscono il vocabolario liederistico di ulteriori elementi, allargandolo verso prospettive più ampie. Brahms eredita lo stile dei suoi predecessori e se da un lato ricerca una compiutezza e un’autonomia del canto, dall’altro tende a creare una linea di accompagnamento cui conferisce tutta la varietà della tecnica e dello stile pianistici, arricchiti, nell’op. 91, dal timbro caldo e contraltile della viola.
Il termine ‘tonadilla’, dalla metà del XVIII secolo, sta ad indicare un genere scenico-musicale con funzioni simili all’intermezzo italiano ed ebbe successo in Spagna e in America Latina fino alla metà dell’Ottocento. Enrique Granados riprese il genere, scrivendo le Nueve tonadillas, in cui la scrittura pianistica, nella quale rivive la sua formazione ‘romantica’, si unisce a una scrittura vocale che risente profondamente dello spirito nazionale e del folklore spagnolo, anche se il compositore raramente utilizza materiale autenticamente popolare e preferisce sfruttare temi di invenzione propria. La selezione di tonadillas presentata in questo concerto può essere considerata come un ciclo poetico che si contrappone a quello di Chamisso nell’opera schumanniana. Infatti, così come le liriche del poeta tedesco rappresentano la vita e gli amori di una donna nello stile borghese e ‘biedermeier’ della restaurazione, altrettanto le liriche spagnole vedono protagonista una donna (la ‘maja’), ma di costumi assai diversi: è la ardente e provocante sensualità della donna mediterranea contrapposta ai miti sentimenti, racchiusi nel focolare domestico, incarnati dalla donna di Chamisso. Composte tra il 1914 e il 1915 e dedicate a Ida Godebska le Siete canciones populares espanolas di Manuel de Falla rappresentano l’abbandono di modelli ‘classici’ (la scrittura impressionistica) per abbracciare, ancora una volta, il fresco e selvaggio mondo della canzone popolare. Queste composizioni evidenziano, quindi, una vera e propria svolta per il musicista spagnolo, per il quale il repertorio popolare “non e’ più accettato come un genere inferiore che debba essere nobilitato, ma al contrario, detta orgogliosamente le condizioni della composizione” (M. Mila) e, in questo caso, come del resto per le tonadillas di Granados, un riferimento particolare va ai testi, anch’essi di chiara ispirazione popolare e legati soprattutto alla tematica amorosa, secondo un gusto tipicamente spagnolo.

Manuela Di Martino

Johannes Brahms (1833 – 1897),
Zwei Gesànge op. 91 per mezzosoprano e viola

Robert Schumann (1810 – 1856),
Frauenliebe und-leben op. 42

Enrique Granados (1867 – 1916),
Nueve tonadillas

Manuel de Falla (1876 – 1946),
Sette canzoni popolari spagnole

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