Concerto inaugurale

ASSOCIAZIONE CENTRO CULTURALE S. BARTOLOMEO – LARGO BELOTTI, 1 – BERGAMO

“Concerto inaugurale”

Ensemble Ambrosiano
(Arnold Bosman Direttore)
Rachele Stanisci Soprano
Ilia Aramayo Sandivari Mezzosoprano

DIVERTIMENTO IN RE MAGGIORE K 136
All’inizio del 1772 vennero probabilmente composti i tre divertimenti per archi K 136, 137, 138. Sebbene fosse appena sedicenne, Mozart aveva ormai acquisito una notevole abilità tecnica, ed era in grado di fondere sapientemente gusto melodico e scrittura contrappuntistica. Queste componenti si ritrovano nel Divertimento K 136, senz’altro il più famoso dei tre. Stile e forma risentono ancora dell’influenza italiana, come si può vedere nei movimenti estremi, strutturati in forma sonata, e nella cantabilità lirica del secondo (un Adagio bipartito costruito in puro stile italiano, ma con una attenta cura nella scrittura delle parti intermedie). Si tratta di una composizione legata ad un’occasione mondana: da qui il carattere festoso e la gaia vivacità dei temi impiegati da Mozart all’interno di questo lavoro.

STABAT MATER
Lo Stabat Mater è ricavato dall’omonima elegia di Jacopone da Todi: un testo semplice, scarno, disadorno, tutto concentrato nella nuda espressione del sentimento cristiano, nella resa partecipata di un intenso dolore, quello della Vergine Maria davanti al figlio morto.
L’elegia ebbe nel corso dei secoli una fortuna costante e ad essa si dedicarono numerosi musicisti, da Joaquin des Prez a Verdi, ma è forse solo con Pergolesi che la composizione raggiunse un clima di pathos raccolto, intenso e delicato al tempo stesso. La leggenda vuole che Pergolesi abbia composto lo Stabat Mater sul letto di morte; in realtà a sfatare questa mitica interpretazione di chiara matrice romantica intervengono numerosi fattori. E’ pertanto più probabile che l’autore abbia terminato la composizione pochi giorni prima di morire. Essa sarebbe stata commissionata da un’importante confraternita religiosa di Napoli per sostituire lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti, ormai ritenuto sorpassato e scritto in uno stile decisamente desueto e conservatore. Per molti infatti, lo Stabat pergolesiano è indubbiamente più moderno: impianto armonico semplificato e melodie che procedono per giustapposizione di piccoli incisi simmetrici, anziché sviluppare continuamente un unico motivo. Il canto diventa predominante e l’organico orchestrale si riduce a puro accompagnamento. La forma breve, concisa delle arie, le melodie semplici, cantabili e morbidamente plasmate da dissonanze, secondo il nuovo stile rococò, sono elementi che giocano a favore del nuovo stile e della cifra particolare cii Pergolesi. In tal modo la visione del Cristo e del dolore della Vergine si inseriscono “in un quadro di estrema misura, grazia ed euritmia, sollecitando la compassione (in senso etimologico) dell’ascoltatore (…). La religione è intesa come fonte di esperienza emotiva e la divinità si rivela attraverso la tensione e la pienezza del sentimento” (P. Degrada, 1988).

Manuela Di Martino

W. A. MOZART (1756-1769)
Divertimento in Re maggiore K 136
(Allegro-Andante-Allegro)

G. B. PERGOLESI (1710-1736)
Stabat Mater
(per soprano, contralto, archi e continuo)

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